Il 35% degli italiani, che nel 2009 soffrivano in
vario modo di uno stato d’ansia, attribuivano la causa alla crisi dilagante. Questo
argomento, centrale per la comprensione della prima grande crisi nell’era della
proliferazione dei media, è stato ampiamente trattato durante i primi tre
blocchi del Mediolanum Market Forum di Aprile 2009 che si è svolto presso la
Borsa di Milano. Ecco i nomi dei tre blocchi: “Le suggestioni della mente”, “Invasione
e mutazione mediatica” e “Crisi emotiva e crisi reale”, titoli tanto
significativi da non aver bisogno di altri commenti.
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martedì 18 settembre 2012
Già nel 2009 Il Corriere della Sera parlava delle nuove paure
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giovedì 18 febbraio 2010
Africa primigenia
Bisogna riconsiderare l’Africa “primigenia” e “primitiva”, arcaica e invincibile – spiega Soyinka – l’Africa che ha conservato un misterioso legame con le forze della terra, dove risiedono gli antenati e i bambini che devono nascere. E’ l’Africa degli antichi miti, del teatro rituale, che i colonizzatori europei e i conquistatori islamici hanno sempre considerato manifestazioni infantili di un’umanità che si intrattiene con feticci di paglia e argilla, e che i veri mullah e i missionari hanno cercato di sopprimere. Ma l’Africa è un continente che è lontano mille miglia, anche quando scorre il sangue, dalle tentazioni nichilistiche dell’Occidente. Tutte le volte che ha voluto ritrovare il senso della propria umanità, l’Occidente da Picasso a Modigliani e Stravinskij, ha fatto ricorso all’esuberanza dell’arte Africana.mercoledì 17 febbraio 2010
La natura dell'apparire e il rapporto con la luce

Qualche spunto in occasione del libro "La consistenza della luce" di Alessandro Carrera. La luce è stata l'ossessione dell'Occidente, e la sua speranza di salvezza. Sulla grande scena della conoscenza, è stata la partita religiosa, filosofica, estetica sempre aperta e mai davvero conclusa. Nel suo nome abbiamo scacciato il buio, temuto la notte, maledetto le tenebre. Insomma, la materia esiste se non fosse illuminata? E, ancora, siamo in una civiltà del guardare e se invece avessimo vissuto in una civiltà del tatto, dell'udito, dell'odorato?
giovedì 11 febbraio 2010
L’isola di “Lost”: il Non luogo per eccellenza
È cominciata il 10 febbraio la sesta ed ultima stagione di Lost, uno telefilm che oltre ad incollare i telespettatori allo schermo grazie agli intricati enigmi di cui è pieno, è incentrato sul concetto del non luogo, coniato dall'Antropologo Marc Augé che gli ha raccontati nella sua 'etnologia della solitudine'. I non luoghi sono quegli spazi dell'anonimato frequentati ogni giorno da tanti individui simili ma soli. Le grandi città, con le infrastrutture per il trasporto veloce, rappresentano più di ogni altro 'nonluogo', l'essenza di questa visione antropologica del quotidiano.
martedì 15 dicembre 2009
Imparare a convivere con i talenti per facilitare l'innovazione
L’invidia per il talento altrui, come ostacolo per sé stessi, per gli altri e per l’innovazione è il tema de “Il soccombente” del drammaturgo Thomas Bernard. Perché se dallo stesso punto di partenza uno dei due arriva più in alto diventa un problema? È la difficoltà a confrontarsi la vera paura che non ci permette di procedere per la nostra strada, senza rancori nei confronti di chi, per talento o per impegno, è riuscito a raggiungere prima e meglio i propri obiettivi?Non tutti reggono nel trovare le risposte e per molti non c’è scampo a queste domande. La maggior parte degli essere umani non resiste al confronto.Tutto ciò porta a convincerci che non è la mancanza di talenti a rallentare l’innovazione, ma la difficoltà a convivere con essi.
Argomento trattato su Nova Review-IlSole24ore
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martedì 3 novembre 2009
Crisi e diluvio dall'oblò dell'arca di Noè
di Giuseppe Mascitelli
Cosa ci insegnano gli studi riguardanti la sociologia della crisi? Le caratteristiche principali dei momenti di crisi sono legate ai concetti di emergenza e di "non normalità". Un ambiente fino ad ora prevedibile non è più tale e quindi comporta una selezione rigida degli individui (e dei valori) che ne fanno parte. Questo vale anche per le variabili economico-culturali che, mai come in questo periodo, hanno subito violenti scossoni. La biblica metafora del "dopo il diluvio" sembra restituirci questo concetto in un'ottica moderatamente positiva...
Guarda la video intervista.
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mercoledì 21 ottobre 2009
Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita
di Giuseppe Mascitelli"Il Cigno Nero" è un libro scritto da Nassim Nicholas Taleb, autore arabo che mi ha colpito molto sopratutto per la sua formazione e per le competenze professionali acquisite negli anni. Infatti è stato un operatore di borsa ma è anche filosofo. Di seguito vi riporto un abstract del suo libro. Più avanti ritornerò a parlare di lui...
Cosa pensarono gli europei quando, giunti in Australia, videro dei cigni neri dopo aver creduto per secoli, supportati dall'evidenza, che tutti i cigni fossero bianchi? Un singolo evento è sufficiente a invalidare un convincimento frutto di un'esperienza millenaria. Ci ripetono che il futuro è prevedibile e i rischi controllabili, ma la storia non striscia, salta. I cigni neri sono eventi rari, di grandissimo impatto e prevedibili solo a posteriori, come l'invenzione della ruota, l'11 settembre, il crollo di Wall Street e il successo di Google. Sono all'origine di quasi ogni cosa, e spesso sono causati ed esasperati proprio dal loro essere imprevisti. Se il rischio di un attentato con voli di linea fosse stato concepibile il 10 settembre, le torri gemelle sarebbero ancora al loro posto. Se i modelli matematici fossero applicabili agli investimenti, non assisteremmo alle crisi degli hedge funds. Questo libro è dedicato ai cigni neri: cosa sono, come affrontarli, in che modo trame beneficio.
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giovedì 8 ottobre 2009
La 'mediologia' agli albori del concetto di tecnocreatività
di Giuseppe Mascitelli

"La mediologia è lo studio delle interazioni tra tecnica e cultura o per dirla in chiave antropologica, lo studio delle conseguenze simboliche delle rotture tecnologiche". Così è stata definita nel 1979 da Debray, filosofo e antropologo francese, la Mediologia. Essa non è una sociologia dei media; ma rappresenta un modo di guardare la cultura dal basso e di mettere in relazione due domini di realtà generalmente sconnessi quali, da una parte, il campo delle "idéalités" o delle produzioni culturali e, dall'altra, il campo delle produzioni tecniche. Ci troviamo di fronte ad una lettura antropologica del concetto di tecnocreatività.

"La mediologia è lo studio delle interazioni tra tecnica e cultura o per dirla in chiave antropologica, lo studio delle conseguenze simboliche delle rotture tecnologiche". Così è stata definita nel 1979 da Debray, filosofo e antropologo francese, la Mediologia. Essa non è una sociologia dei media; ma rappresenta un modo di guardare la cultura dal basso e di mettere in relazione due domini di realtà generalmente sconnessi quali, da una parte, il campo delle "idéalités" o delle produzioni culturali e, dall'altra, il campo delle produzioni tecniche. Ci troviamo di fronte ad una lettura antropologica del concetto di tecnocreatività.
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venerdì 11 settembre 2009
E' nel dialogo tra ordine e disordine che sta l'anima del mondo
Edgar Morin, umanista e studioso eclettico, in una recente intervista ha chiarito cosa disturba gli uomini: "Le idee semplificatrici. I pensieri chiari e distinti, che rifuggono l'oscurità, l'incertezza e la complessità". Il pensiero sano è tale solo quando accetta la propria follia. "Nella nostra specie, particolarmente iper-psichica, iper-emotiva, il dialogo tra la misura e l'eccesso, tra la parte sapiens e quella demens, è indissolubilmente legato". La follia è necessaria per re-inventare il mondo partendo dall'uomo.
Giuseppe Mascitelli: La tecnologia al servizio delle emozioni
I processi decisionali, le scelte che facciamo, si nutrono delle emozioni...
Giuseppe Mascitelli
Giuseppe Mascitelli
Geolocalizzazione: la violazione dei 'nonluoghi'
L'Antropologo Marc Augé ha raccontato, con la sua 'etnologia della solitudine', i 'nonluoghi', cioè quegli spazi dell'anonimato frequentati ogni giorno da tantissimi individui simili ma soli. Le grandi città, con le infrastrutture per il trasporto veloce, rappresentano più di ogni altro 'nonluogo', l'essenza di questa visione antropologica del quotidiano. Oggi, con gli strumenti che permettono la geolocalizzazione, anche questo concetto di 'nonluogo' può avere una lettura diversa...Giuseppe Mascitelli
martedì 1 settembre 2009
Giuseppe Mascitelli: Tecnologia + cultura: le opportunità inedite
L'approccio multidisciplinare nei saperi sociali ha determinato spesso risultati innovativi ed inaspettati. L'antropologia, per esempio, si è servita della sociologia, della storia e della psicologia per studiare contesti sociali; lo stesso vale per l'economia, che senza una lettura storica e sociale resta nella sfera della teoria. Anche le innovazioni tecnologiche si possono concretizzare grazie all'interdisciplinarietà: le competenze sono il risultato di 'conoscenze' e 'capacità' messe insieme.
Giuseppe Mascitelli
Giuseppe Mascitelli
Anthropology of mobile sharing
L'era della condivisione, nella sua accezione 'internettiana', appare giovane e dinamica; ma il 'valore' dello scambio, ad esso sotteso, è vecchio quanto il mondo. L'antropologia culturale insegna che simboli, valori e idee condivise possono appartenere a specifiche comunità, anzi diventano i legami per tenerla coesa. L'interazione 2.0 applica questo concetto: Mobango.com (Buongiorno.it è un'altra grande realtà italiana) è una delle prime community per mobile nate in internet e conta quasi 5 milioni di utenti iscritti. Il progresso tecnologico rende 'wearable' tanti strumenti; grazie a portali come Mobango e Buongiorno anche il concetto di condivisione si appresta a diventare 'indossabile'.
martedì 18 agosto 2009
Giuseppe Mascitelli: Furore=esserci, simbolo=mito, valore=condivisione

L'antropologo Ernesto De Martino è stato innovativo anche nelle sue ricerche grazie ad un approccio multidisciplinare che lo portò a costituire un'equipe diversificata per i suoi studi. Ad esempio per l'opera 'La terra del rimorso' le ricerche sul campo (il Salento) furono condotte da un medico, uno psichiatra, una psicologa, uno storico delle religioni, un'antropologa culturale, un etnomusicologo e, infine, un documentarista cinematografico. La contaminazione, quindi, non è solo tra le culture ma va ricercata anche attraverso gli strumenti utilizzati per le ricerche sul campo. Una delle ultime opere demartiniane, 'Furore simbolo valore', raccoglie una serie di saggi che sembrano disegnare un universo culturale disomogeneo. In realtà è soltanto la complessità del pensiero umano che necessita di letture multidisciplinari per essere pienamente compreso. Gli universi culturali sono troppo ricchi e liberi per sopportare il peso di giudizi e classificazioni unilaterali.
Unire in un modo nuovo elementi tra loro lontani
Interessante affondo sul pensiero creativo ad opera di venerdì 31 luglio 2009
Una performance multisensoriale
Con il gruppo di Jervis Comba durante gli anni ’80 presso l’Università di Urbino ho fatto esperienze straordinarie a cavallo tra la performance, la comunicazione e contesti esperienziali di frontiera.Uno degli esperimenti a cui ho preso parte, con cui volevamo testare una diversa percezione attraverso i sensi, si svolse mentre frequentavo la Facoltà di Filosofia a Urbino, la città rinascimentale caratterizzata da viuzze e scalinate che si inerpicano sino alla collina. Ci incamminammo - bendati e di notte - verso questo promontorio al fine di sperimentare le sensazioni che si provano quando si esclude un senso. Volevamo inoltre puntare sul ‘senso’ della fiducia e perciò ci tenevamo spalla contro spalla, in modo da creare un serpentone. Ci avventurammo dentro un bosco in collina dove era molto difficile procedere. Dopo un po’ ci rendemmo conto che cominciavamo a muoverci con più scioltezza nel momento in cui aumentavano la fiducia e la percezione del terreno tramite il tatto e i feedback provenienti dai piedi. Arrivati nel bosco, fitto di alberi e molto scosceso, eravamo molto più confidenti, forse troppo; ci separammo e procedemmo da soli. Ad un certo punto mi scontrai con un albero: l’eccesso di confidenza non mi aveva fatto calcolare che, fra le due mani che tendevo a istintiva protezione, c’era spazio per un albero… Caddi a terra semi-svenuto e qualcuno mi mise in bocca una fragola: fu un evento straordinario perché sperimentavo un contatto sensoriale assolutamente illogico e non programmato.
Giuseppe Mascitelli
giovedì 30 luglio 2009
Max Stirner, filosofo dell’egoismo?
Mi sono laureato nel 1983 in filosofia alla facoltà di Urbino con una tesi su Max Stirner, il filosofo tedesco (morto nel 1856) sostenitore radicale di posizioni antistataliste in favore dell'ateismo, dell'egoismo e di un primordiale concetto anarchico.Stirner è stato considerato uno degli antesignani del nichilismo, dell’esistenzialismo e soprattutto dell’anarco-individualismo, ma il suo anarchismo, inteso come ideologia a sbocco movimentista, non è mai esistito in senso stretto, perchè le sue idee furono strettamente individualiste e lui non si definì mai anarchico.
Giuseppe Mascitelli
Con-ta-mi-na-zio-ne
Antropologia: è stata la prima disciplina ad evidenziare quanto le culture considerate primitive fossero complesse ed affascinanti e quanto fossero state e sono indispensabili con il loro grande potere contaminante nei confronti della nostra società occidentale, solo in apparenza tanto all’avanguardia.
In questo senso è giusto servirsi di una visione 'antropologica': nulla è in assoluto nuovo ma sempre frutto di contaminazioni tra passato e presente, tra culture differenti, tra il pensiero dell'azienda e quello dell'utente, ecc...
In questo senso è giusto servirsi di una visione 'antropologica': nulla è in assoluto nuovo ma sempre frutto di contaminazioni tra passato e presente, tra culture differenti, tra il pensiero dell'azienda e quello dell'utente, ecc...
Un cubo nero in memoria di Marshall Mc Luhan
Nel 1980 morì il teorico della comunicazione Marshall Mc Luhan. In sua memoria il mio gruppo di ricerca dell’Università di Urbino guidato da Letizia Jervis Comba (gruppo che comprendeva professori, musicisti, artisti, e personaggi vari – tra questi Franco Battiato e Enrique Ariman, noto per i suoi esperimenti sulla lettura automatica), organizzò una performance denominata ‘In memoria di M. Mc Luhan’.Fu un evento molto sofisticato, interamente autofinanziato e lo pubblicizzammo affiggendo manifesti a lutto in tutta la città universitaria. Invece di organizzare la solita conferenza stampa, costruimmo un enorme cubo di tela nera trasparente di 6 metri per 6. Dall’interno del cubo la base del gruppo emetteva, durante una 24 ore non-stop, tutta una serie di comunicazioni in diverse modalità: orali, stampate, attraverso note o suoni… Le comunicazioni emesse cambiavano inoltre a seconda delle fasce orarie, con una grande attenzione, infine, per i feedback da parte del pubblico.
Giuseppe Mascitelli
Innovazione significa guardare le cose vecchie con occhi nuovi
Innovazione significa guardare alle cose vecchie con occhi nuovi, come fa l’antropologo, che studia una cultura e mette in atto un processo di autocontaminazione. Questo nuovo sguardo può farci trovare nuove vie.
Giuseppe Mascitelli
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