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martedì 18 settembre 2012

L’interesse per Ernesto De Martino e la ‘crisi della presenza’



Nei primi anni ‘80, oltre alle esperienze visionarie sulla comunicazione sotto descritte, mi sono impegnato nello studio della filosofia e della sociologia. Mi posso definire un esperto di Ernesto De Martino, famoso etnologo italiano, che ha scritto diversi libri importanti come ‘La fine del mondo’ (da cui deriva il nome di questo blog). In questo testo ipotizzava che il mondo finisse quando la cultura di quel mondo avrebbe rinunciato ad esistere, perché, diventando diversa rispetto alla natura, si sarebbe fermata e sarebbe stata riassorbita dalla natura stessa. E’ rimasto famosissimo inoltre lo studio di De Martino sulla crisi della presenza riguardante l’episodio del ‘Campanile di Marcellinara’, in cui l’etnologo racconta di un viaggio in Calabria con un suo collega per una ricerca; tutto nasce quando si persero in quella terra. Trovarono un pastore, racconta De Martino, a cui chiesero la strada, ma lui faceva fatica a spiegarsi e a farsi capire perché non parlava italiano; lo invitarono allora a salire in macchina per farsi portare a destinazione. L’etnologo riferisce che in lontananza vedevano Marcellinara e il suo campanile; durante il viaggio però il campanile sparì pian piano dalla vista del pastore che si era sporto dal finestrino e, quando non si vide più,  il pastore ebbe una crisi epilettica; si calmò solamente quando De Martino e il suo collega lo riportarono in vista del campanile. Questo rappresentava infatti per il pastore il suo punto di riferimento culturale e questo studio dimostrò la crisi della presenza, un concetto che mi ha sempre interessato e che mi ha accompagnato per tutta la vita. g. mascitelli

mercoledì 26 ottobre 2011

"La terra del rimorso": approccio multidisciplinare

“Ancora un post su Ernesto De Martino, che è stata una figura centrale nei miei studi universitari: in questo caso lo cito per l’interesse dell’argomento ma anche per l'approccio multidisciplinare particolarmente innovativo usato nella sua ricerca nel Salento: ‘La terra del rimorso’ è, infatti, la sintesi delle sue ricerche sul tema affiancato da un medico, uno psichiatra, una psicologa, uno storico delle religioni, un'antropologa culturale, un etnomusicologo. In sintesi, la sua ricerca: il tarantismo fu un dispositivo simbolico, mediante il quale un contenuto psichico conflittuale che non aveva trovato soluzione sul piano della coscienza veniva evocato e configurato sul piano mitico-rituale, e su tale piano fatto defluire e realizzato periodicamente, alleggerendo del peso delle sue sollecitazioni i periodi intercerimoniali e facilitando per certi periodi un relativo equilibrio psichico (il video LA TARANTA è uno straordinario documento fatto con la consulenza di De Martino e il commento di S.Quasimodo).

mercoledì 31 agosto 2011

La Fine del Mondo, la Fine di un Mondo....

Ernesto De Martino è stato una pietra fondamentale per la mia formazione, tanto da aver ispirato il titolo di questo mio blog; ripeto, ancora una volta, il concetto espresso ne "La fine del mondo". In questo lavoro, come nei precedenti, De Martino parte da esperienze dell'oggi e del qui, da problemi, situazioni, crisi incombenti della nostra civiltà contemporanea, per risalire - in uno sforzo di comprensione storica universale - all'osservazione e all'analisi di mondi "altri" in senso psicologico (il mondo della psicopatologia), in senso storico cronologico (il mondo del cristianesimo primitivo) ed in senso storico-culturale (il mondo delle culture extraoccidentali oggetti di studio dell'etnologia). Di fronte all'arduo compito assuntosi di una comprensione storica universale, De Martino si pone metodicamente il problema della giusta prospettiva spettante allo scienziato che guarda all' "alieno" e alle culture "altre". Mi stavo scordando il sottotitolo: "Contributo all'analisi delle apocalissi culturali".... g. mascitelli

venerdì 11 febbraio 2011

La continua lotta per la presenza nel mondo e il suo intreccio con le arti magiche

Nell’esaminare la presunta realtà dei poteri magici, l’antropologo Ernesto De Martino ritiene centrale l’analisi della costruzione della realtà magica. A parere dello studioso, tutto ruota attorno al concetto di presenza intesa come “esserci nel mondo”, come la capacità di conservare nella propria coscienza le memorie e le esperienze fondamentali per reagire in modo adeguato ad una specifica situazione storica. Questo stato - l’esserci - è quello che l’uomo si sforza di istituire per sfuggire all’insopportabile idea del non esserci. La presenza può essere messa in crisi da situazioni estreme nella vita di un singolo individuo o della collettività, quali ad esempio la morte o gravi malattie. Così l’uomo, incapace di determinare azioni, sperimenta una crisi. Attraverso il magismo, dunque, l’uomo appagherebbe la sua urgenza di essere presente nel mondo.

domenica 23 gennaio 2011

Breve cenno a: ERNESTO DE MARTINO - MORTE E PIANTO RITUALE NEL MONDO ANTICO

Nel Mondo Magico di Ernesto De Martino - autore fondamentale nella mia formazione - il proposito fu addotto in medias res compiendo il tentativo di interpretare storicisticamente la magia delle cosiddette civiltà primitive, e il risultato più apprezzabile della ricerca fu la scoperta della crisi della presenza come rischio di non esserci nel mondo. Il presente lavoro (MORTE E PIANTO RITUALE NEL MONDO ANTICO) sul pianto rituale antico, pur procedendo dalla stessa linea di sviluppo tracciata nei due precedenti, immette la ricerca in una direzione nuova... .