martedì 4 settembre 2012

Experience Makers: un nuovo modo di comunicare come nella “Notte in Fornace” di Seguso


C’è bisogno di aziende portatrici di valori che veicolino nuove modalità di relazione altamente emozionali. Il mio claim Experience Makers sintetizza il nuovo modo di comunicare in sintonia con le nuove valenze e la nuova imprenditoria. Vedere con la pelle, annusare con gli occhi, nutrirsi con la mente: ecco cosa significa, nel profondo, la nuova installazione per Seguso Group. La Seguso Experience a Murano “Notte in Fornace” è infatti un percorso polisensoriale che coniuga vetro e design. Seguso ha creato qualcosa di rivoluzionario che ridisegna completamente la visita a Murano, trasformandola in Experience; un percorso a 5 sensi che entra nel vivo della lavorazione di questi artisti che plasmano il vetro dal 1397. Gli antichi saperi diventano emozioni, sensazioni e arte. La “Notte in Fornace” di Seguso si sta svolgendo sull’isola di Murano, Venezia, in Fondamenta Venier, 48, dal 27 agosto al 10 settembre 2012. g. mascitelli

venerdì 3 agosto 2012

L’incontro con il gruppo di Letizia Jervis Comba


Verso la fine dei miei studi di filosofia ebbi un incontro fortunatissimo; mi iscrissi al corso di psicologia e conobbi la professoressa Letizia Jervis-Comba, famosa per essere la moglie di Giovanni Jervis che, insieme a Franco Basaglia, fece la famosa legge di riforma degli istituti psichiatrici. Con questa professoressa nacque subito un rapporto molto collaborativo, al punto che entrai a far parte del suo staff che comprendeva musicisti, persone provenienti da TvFrance2, Franco Battiato… Un gruppo che in un primo momento lavorò sull’arte della memoria, una scienza molto complicata che prevedeva di fare ciò che fanno ora i registratori, materia che nessuno conosce ma che nei secoli scorsi aveva dignità pari alla filosofia, alla matematica e alla medicina. Se ne sono occupati filosofi come Raimondo Lullo, che avevano una visione del mondo che ‘incassettava’ tutto e la studiavano non soltanto come una tecnica di memorizzazione, ma come una vera e propria scienza che comprendeva una differente visione di se stessi e di ciò che ci circonda. g. mascitelli

mercoledì 1 agosto 2012

Il mio amore per la filosofia e l’antropologia


Il mio amore per la filosofia nasce dal mio esame di maturità. Quell’anno infatti uscì come materia di esame e io e un mio compagno decidemmo di portarla, nonostante la conoscessimo molto poco. Nella primavera del 1978 mi ritirai perciò a casa di mia nonna a studiare filosofia con questo amico. Da questo momento mi appassionai alla filosofia perché compresi che permetteva di imparare ad imparare e capii che era il metodo che ti consentiva di poter passare a qualsiasi altra disciplina. In quel momento feci un programma di vita legato alla filosofia: la scelsi come facoltà universitaria e la frequentai prima a Firenze e poi ad Urbino. Ho però dato un taglio antropologico al mio corso di studi (e da qui nasce la passione per l’antropologia) perché si focalizzava non soltanto sullo studio del pensiero, ma sull’evoluzione di altre culture diverse dalla nostra. g. mascitelli

lunedì 30 luglio 2012

L’incontro con la comunicazione…


Il mio incontro con il mondo della comunicazione professionale è cominciato nel 1974, quando ero studente al liceo scientifico ed assistetti ad un appuntamento dal titolo ‘Fare comunicazione’. I contenuti di quell’incontro suonarono alle mie orecchie strani e particolari, fortemente indirizzati verso il nuovo. Avevo allora 14 anni, salii sul palco e feci un intervento, definendo il nuovo come migliore e soprattutto diverso da ciò che era esistito prima. Ricevetti però molti fischi perché in quel momento la visione dei ragazzi era molto polarizzata su una visione politica estremizzata... g. mascitelli

giovedì 26 luglio 2012

Ubuntu, in nome della collettività


Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta. Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme; dopodichè, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio. Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero: "UBUNTU", come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?". UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: "io sono perchè noi siamo". Abbiamo così tanto da imparare nella nostra "cultura occidentale civilizzata"…

venerdì 8 giugno 2012

Siamo sotto l’attacco da parte dell’industria della paura


"La nostra libertà potenzialmente sempre più estesa per merito della tecnologia, sarà progressivamente ristretta, perché avremo dato spazio a quelli che vogliono insegnarci come vivere. Persone che vogliono decidere della nostra salute, dei nostri comportamenti, entrando nella nostra più profonda intimità.
Dobbiamo rappresentarci - in sintonia con il cambiamento epocale in corso - con nuovi valori che siano i driver di un nuovo modo di vedere e di essere, insomma di un nuovo mondo. Siamo sotto l’attacco da parte dell’industria della paura.... Se dovessi proporre un nuovo corso di formazione lo proporrei sul CORAGGIO: ecco tutto quello che ci serve!". g. mascitelli