Ecco un argomento che mi interessa molto! Quella che possiamo chiamare ‘l'antropologia della Rete’ trova nella tesi di Tim North un primo suggestivo inquadramento sistematico, ma si può arricchire agevolmente dei molteplici contributi (e dei rimandi che questi consentono) presentati su Media/mente (nella trasmissione Tv ma anche nel suo archivio web permanente), in merito all'antropologia dei media da parte di molte delle personalità più autorevoli in Italia e all'estero su questa materia. Più direttamente in rapporto con la disciplina e le sue prospettive, è la riflessione svolta sull'interfaccia fra antropologia e Rete da antropologi accademici come Brian Schwimmer, Peter Biella e Marcus Banks, che scrivono e dibattono di antropologia, Internet e multimedialità direttamente sul web (di Giuliano Tescari). APPROFONDISCI
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lunedì 20 giugno 2011
L'Antropologia e la Rete....
Ecco un argomento che mi interessa molto! Quella che possiamo chiamare ‘l'antropologia della Rete’ trova nella tesi di Tim North un primo suggestivo inquadramento sistematico, ma si può arricchire agevolmente dei molteplici contributi (e dei rimandi che questi consentono) presentati su Media/mente (nella trasmissione Tv ma anche nel suo archivio web permanente), in merito all'antropologia dei media da parte di molte delle personalità più autorevoli in Italia e all'estero su questa materia. Più direttamente in rapporto con la disciplina e le sue prospettive, è la riflessione svolta sull'interfaccia fra antropologia e Rete da antropologi accademici come Brian Schwimmer, Peter Biella e Marcus Banks, che scrivono e dibattono di antropologia, Internet e multimedialità direttamente sul web (di Giuliano Tescari). APPROFONDISCI
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venerdì 29 aprile 2011
Capacità di sognare, sofferenza e conoscenza sono le caratteristiche del tecnocreativo
Una riflessione....“Il tecnocreativo deve possedere una spiccata tendenza alla creatività, che è caratterizzata dall’avere pochi freni inibitori; nasciamo tutti creativi ma poi la vita ci pone dei limiti. Il creativo è invece colui che ha avuto meno limiti, si vergogna di meno di sognare e di inventarsi mondi, ma anche di sopportare la sofferenza che l’elaborazione di mondi nuovi e l’abbandono delle cose certe e conosciute comportano. Questo però non è sufficiente; bisogna anche essere tecnici; la tecnica è la conoscenza, il possedere radici profonde in ciò che si fa”.
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