Il 35% degli italiani, che nel 2009 soffrivano in
vario modo di uno stato d’ansia, attribuivano la causa alla crisi dilagante. Questo
argomento, centrale per la comprensione della prima grande crisi nell’era della
proliferazione dei media, è stato ampiamente trattato durante i primi tre
blocchi del Mediolanum Market Forum di Aprile 2009 che si è svolto presso la
Borsa di Milano. Ecco i nomi dei tre blocchi: “Le suggestioni della mente”, “Invasione
e mutazione mediatica” e “Crisi emotiva e crisi reale”, titoli tanto
significativi da non aver bisogno di altri commenti.
martedì 18 settembre 2012
Già nel 2009 Il Corriere della Sera parlava delle nuove paure
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venerdì 14 settembre 2012
La comunicazione sintetica per immagini dai Camuni ai social networks
I Camuni erano una popolazione che viveva in Val
Camonica (nell’arco alpino tra Bergamo e Brescia) circa 10/14.000 anni fa; per
comunicare utilizzavano incisioni rupestri ben conosciute dagli scolari di
tutta la Lombardia (la gita in val Camonica è una tappa obbligatoria di molte
scuole). I loro segni grafici incisi sulle rocce possedevano una grande
semplicità: con pochi tratti, utilizzando linee, curve e punti, riuscivano a
comunicare quello che facevano; ne sono testimonianza i loro simboli più famosi
come la rosa camuna, il sole/labirinto e le figure oranti. Sulla roccia più grande e famosa di tutto il complesso
che si chiama Naquane, ad esempio, sono rappresentati omini stilizzati con le
braccia alzate e di fianco una spirale: quest’immagine rappresenta la preghiera
al Sole. I Camuni sono così riusciti a stilizzare un concetto; immagini simili sono
state trovate in altre parti del mondo e dimostrano come il desiderio dell’uomo di comunicare in modo
semplice e di comprendere attraverso le immagini sia ancestrale e innato. E’
quello che un grafico o un comunicatore dovrebbe fare, rappresentare un
concetto rendendolo comprensibile a chiunque. Questo modo di comunicare è oggi
utilizzato in alcuni social networks come Facebook, Pinterest, Instagram e
Foresquare, in cui l’immagine ha un ruolo preponderante rispetto alla parola.
Sintetizzare e schematizzare i concetti con poche parole e molte immagini è quindi
diventata un’esigenza per comunicare in modo semplice e diretto… Dato che alcune
immagini utilizzate oggi nei social forniscono informazioni utilizzando l’arte
grafica, proprio come migliaia di anni fa, si potrebbero definire incisioni
rupestri 2.0!
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lunedì 10 settembre 2012
Un esperimento per testare lo stimolo dei sensi e la fiducia
Con il gruppo di Letizia Jervis Comba (che non credo
avesse il sentore dell’effetto di questi esperimenti, sperimentava assieme a
noi…) abbiamo fatto, tra gli altri, un esperimento straordinario per
approfondire il rapporto con i sensi. Siamo andati in una delle vie principali
della città di Urbino dalla quale partivano una serie di viuzze con scalinate
che conducevano nella parte rinascimentale della città e si replicavano su una
collina dove c’era una pineta. Andammo di notte e bendati perché volevamo avere
una diversa percezione attraverso i sensi: se infatti si esclude un senso, gli
altri vengono esaltati e poi volevamo puntare sul ‘senso’ della fiducia, perché
per muoversi devi fidarti di chi ti sta davanti. Tenendoci spalla contro
spalla, in modo da fare un serpentone, ci avventurammo dentro a questo posto;
non ricordo i discorsi, ma ricordo che era molto difficile camminare. Dopo un
po’ di tempo ci rendemmo conto che cominciavamo a muoverci con maggiore
disinvoltura: camminavamo meglio perché avevamo imparato; aumentava la fiducia
e la percezione del terreno attraverso il tatto e il feedback dei piedi.
Arrivati nel bosco eravamo molto più sicuri; a quel punto ci separammo e
procedemmo da soli in questo bosco fitto di alberi e molto scosceso. Sia io che
gli altri cominciammo a prendere confidenza perché camminavamo con le mani in
avanti, sebbene fosse un terreno accidentato anche per una persona non bendata.
Ad un certo punto, però, mi scontrai con un albero: l’eccesso di confidenza non
mi aveva fatto calcolare che, fra le due mani, c’era spazio per un albero…
Caddi a terra intontito e qualcuno mi mise in bocca una fragola: fu un evento
straordinario perché consisteva in un incontro sensoriale non programmato! Ad
un certo punto passò una voce che ci disse di togliere le bende; ci rendemmo
conto a quel punto di dove ci trovavamo, perché non lo avevamo capito. Eravamo
fuori dalla città che ci stava di fronte, bellissima. Insieme, ma non legati,
tornammo verso la città e cominciammo a camminare; ogni tre metri però cadevamo
perché non riuscivamo più a coordinare il rapporto tra vista, equilibrio e
tatto… Qualcosa aveva scombussolato il tutto. Questo esperimento ci fece capire
che lo stimolo differente dei sensi cambia la percezione del mondo e della
realtà, o la realtà stessa. g. mascitelli
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venerdì 7 settembre 2012
Gli esperimenti con il gruppo di Letizia Jervis Comba: il rapporto con i sensi
All’Università
di Urbino, facendo la facoltà di filosofia, mi sono imbattuto nel gruppo di
Letizia Jervis Comba. Questa professoressa teneva un corso sperimentale, organizzato
al di fuori dell’orario del corso ordinario, con un gruppo di lavoro esterno. Durante
la frequentazione di questo corso ho incontrato ad esempio Jerzy Grotowsky che
mi disse ‘Dentro di te c’è un gigante’: sono cose che ti segnano per tutta la
vita. A parte “In memoria di Marshall Mc Luhan”, di cui ho già parlato, con
questo gruppo abbiamo fatto esperienze straordinarie a cavallo tra la
performance, la comunicazione e l’esperienza con i sensi, che è un aspetto che
quasi mi assilla. Se infatti si opera nel mondo della comunicazione, è molto
importante l’ascolto del feedback e per questo bisogna tenere sempre presente
che tutto passa dai sensi. I primi media sono infatti i sensi perchè il
rapporto con la realtà passa attraverso di essi. Dopo che si è capito che i
sensi sono quegli apparecchi che consentono di interpretare la realtà ma che
non sono la verità, si possono capire gli effetti di ciò che si dice o che si
produce su quei sensi. g. mascitelli
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martedì 4 settembre 2012
Experience Makers: un nuovo modo di comunicare come nella “Notte in Fornace” di Seguso
C’è bisogno di aziende portatrici di valori che
veicolino nuove modalità di relazione altamente emozionali. Il mio claim
Experience Makers sintetizza il nuovo modo di comunicare in sintonia con le
nuove valenze e la nuova imprenditoria. Vedere con la pelle, annusare con gli
occhi, nutrirsi con la mente: ecco cosa significa, nel profondo, la nuova
installazione per Seguso Group. La Seguso Experience a Murano “Notte in
Fornace” è infatti un percorso polisensoriale che coniuga vetro e design.
Seguso ha creato qualcosa di rivoluzionario che ridisegna completamente la
visita a Murano, trasformandola in Experience; un percorso a 5 sensi che entra
nel vivo della lavorazione di questi artisti che plasmano il vetro dal 1397.
Gli antichi saperi diventano emozioni, sensazioni e arte. La “Notte in Fornace”
di Seguso si sta svolgendo sull’isola di Murano, Venezia, in Fondamenta Venier,
48, dal 27 agosto al 10 settembre 2012. g. mascitelli
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